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Libero angolo di condivisione

Manifesto della condivisione di idee e creatività

con un commento

Mi domandavo come mai nel mondo creativo, spesso col passare degli anni, ci sia una sorta di isolamento delle idee.

Quando si è giovani e inesperti siamo votati ad una costante curiosità, pronti a chiedere ed entusiasmarci per ogni cosa, ma poi col passare degli anni e con l’avanzare dell’esperienza, sembra che si preferisca nascondere le proprie idee ed evitare la condivisione.

Come se le idee di un creativo fossero uniche!

Nessuno inventa nulla, tutto nasce da altre idee, altre opinioni, tutte le idee sono scatole cinesi!
E’ anche vero che, alla fine, è solo “una” l’idea che ha successo, ma quello che la distingue dalle altre è solamente a sua efficacia o perché rispecchia maggiormente la moda del momento, o come spesso accade la più economica da realizzare.

In tutto questo i creativi fanno del loro meglio, ma sempre da soli!
Perché è così difficile comprendere che l’integrazione anche trasversale, tra aree diverse (stampa&web&video), possa favorire solamente il nascere e l’evolversi di una o mille idee?
E poi, la proprietà delle idee è davvero così fondamentale?
Tanto alla fine chi vince è la società per cui si lavora no?

Scritto da Я

11 settembre 2009 a 19:36

Pubblicato in Articoli

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Una Risposta

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  1. Cara Roby, sono profondamenente d’accordo.
    Da sempre porto avanti dei progetti di condivisione, poichè sono convinta che questo sistema di lavoro condiviso e confronto arricchisca in maniera incredibile tutti, in questi anni ho portato avanti minisiti, blog, classi virtuali per gruppi di condivisione di diverso tipo.. alcuni sono protetti da password altri sono piano piano venuti meno, l’unico che ti posso portare come esempio sul questa pubblica piazza è graphicgirls.it (nell’ultimo post ti ho ringraziata per la segnalazione ^__^ vuoi che il tuo nome sia linkato non so al tuo profilo di linkedin?).
    Da questa lunga storia di progetti collettivi avuto modo di riflettere a lungo sui sul punti di forze e debolezza dei vari progetti.

    Per quello che riguarda un gruppo di condivisione tra colleghi, ho pensato molto a perchè vengano temuti e rifiutati… e credo sia da un lato il timore di essere inadeguati in un confronto libero: se io permetto a colleghi vicini (e di settori contigui) di intervenire liberamente sui miei progetti c’é il rischio di venire messa in discussione.
    Ovviamente come dicevi anche la paura che la maternità della propria idea venga attribuita (più o meno dolosamente) ad altri.

    Elementi che ritengo vadano evidenziati è la indubbia crescita personale e il fatto che ognuno da questo confronto si arricchisca di punti di vista preziosi. Quando i progetti sono affidati ad un gruppo creativo e dinamico crescono, si evolvono, se i punti di debolozza sono troppo forti lo si scopre subito…

    Ma probabilmente è solo vedendone le dinamiche che le persone temeranno meno questo approccio… e credo che ne sia stato un buon assaggio la progettazione e presentazione corale che abbiamo appena concluso.
    Siamo stati bravissimi!

    Micromao

    13 settembre 2009 alle 09:00


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